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| Cronache Marziane è uno di quei libri che si può definire senza timori di smentita un capolavoro. Difficile da definire nel suo genere, normalmente viene definito "fantascienza", perchè si parla di un futuro e di viaggi spaziali, in realtà di fantascienza ha poco e sarebbe più giusto affiancarlo al genere fantastico. Infatti è ovvio fin da subito che Bradbury non ha nessuna intenzione di creare qualcosa di "scientificamente verosimile" (che poi è almeno in parte l'obbiettivo della science fiction). Le storie sono quasi delle fiabe, Marte è quasi un luogo simbolico, come un'isola che non c'è o una Avalon. E così i racconti sono simbolici e alla fine non raccontano altro che l'uomo, nella sua essenza, nel suo reagire se trasportato in un ambiente del tutto ignoto, nel suo incontro con qualcosa di estremamente diverso. E a tutto ciò va aggiunto che il libro è impreziosito dalla grande bravura narrativa di Bradbury, in alcuni punti la sua prosa è così bella da sembrare poesia pura. I racconti sono legatio tra loro da un filo molto sottile che si "inspessice" solo verso la fine, ciò potrebbe togliere un po' di coinvolgimento nelle varie vicende, ma in compenso da un vero e proprio senso di completezza al romanzo. Sembra di osservare un grande mosaico in cui ogni racconto è un tesserina che, per quanto bella anche da sola, insieme alle altre va a formare uno splendido disegno Un libro da leggere assolutamente, anche se la fantascienza non vi piace, perchè, ripeto, questa non è fantascienza.  Ad ogni modo, mi immagino sempre tutti questi ragazzi che fanno una partita in quell'immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini, e intorno non c'è nessun altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull'orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere nel dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l'acchiappatore nella segale e via dicendo. So che è una pazzia, ma è l'unica cosa che mi piacerebbe veramente fare. Lo so che è una pazzia.J. D. Salinger, The Catcher in the rye (Il giovane Holden)Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.Ray Bradbury, Fahrenheit 451Un uomo che non ha pensieri individuali è un uomo che non pensa.Oscar Wilde |
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